Quale appassionato di sport motoristici e tifoso Ferrari sono molto contento del successo di Vettel nel GP di Formula 1 disputato in Bahrain. Mi infastidisce però la retorica statalista che inevitabilmente ne segue, a partire dall’inno di Mameli sul podio per arrivare ai messaggi del presidente della repubblica o al tweet del presidente del consiglio. Il mio fastidio non è dato da una posizione ideologica ma da un ragionamento logico.

La Ferrari è un’azienda privata di proprietà di un gruppo di investimento (Exor N.V.) di diritto olandese, che opera in un mercato globale dal quale attinge uomini, risorse e tecnologie. Ma il punto fondamentale non è questo. Il suo essere azienda privata la rende totalmente distante da qualsiasi logica statalista e patriottica.

Del resto una caratteristica intrinseca dello Stato socialdemocratico moderno è proprio quella di cercare di limitare quanto più possibile l’iniziativa privata in ambito economico, in quanto il successo dell’impresa privata rappresenta un freno all’espansione dello Stato stesso. E così gli Stati impongono all’azienda privata tasse insostenibili, leggi e burocrazie assurde ed estremamente costose con il malcelato obiettivo di far naufragare l’iniziativa privata e affermare la propria supremazia, e bisogna ammettere che in queste attività lo Stato italiano è indiscusso campione. Insomma, se i politici avessero un minimo di pudore eviterebbero di cercare di mettere il cappellino col tricolore sulla vittoria di un’azienda privata in una competizione internazionale.

Il tema delle contraddizioni dello Stato socialdemocratico moderno è ampiamente trattato nel libro “Il Livello Zero in Economia e Politica“.